Se vuoi scoprire un luogo poco conosciuto ma molto affascinante, decisamente fuori dai percorsi turistici eppure vicino ad altre meraviglie tutte fiorentine… vieni con me, perchè oggi ti porto alla scoperta di un posto davvero particolare e anche abbastanza sottovalutato: Villa Corsini a Castello, nell’omonimo rione di Firenze.
Qui accanto sorge (e non è un caso) la Villa medicee della Petraia; a poca distanza, la Villa medicea reale di Castello, sede dell’Accademia della Crusca; ancora poche centinaia di metri e si arriva a Villa La Quiete, l’ultima residenza dell’Elettrice Palatina.
Insomma, tante meraviglie insieme in un rione poco conosciuto di Firenze nord! (Ad un itinerario alla scoperta dei gioielli di Castello ho dedicato questo articolo e questo reel).
E Villa Corsini, come stai per scoprire, non è da meno.
Villa Corsini a Castello è visitabile tutto l’anno ad ingresso gratuito, ma nel periodo primaverile-estivo (dal 1° aprile al 30 settembre, chiusura ad agosto) propone diverse occasioni di visita rispetto al resto dell’anno, sia infrasettimanale che nel weekend (trovi giorni e orari nel box info in fondo all’articolo).
Bene, è arrivato il momento di conoscerla meglio!
(Se vuoi, puoi anche guardare il reel sui social)
Nata nel Quattrocento e trasformata nel corso dei secoli da grandi nomi dell’architettura fiorentina come il Tribolo e Giovan Battista Foggini, Villa Corsini svetta oggi pacifica a metà di Via della Petraia, eppure ha avuto negli ultimi decenni una storia piuttosto travagliata.
Occupata dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale, poi sede degli Alleati, educandato prima e alloggio per gli sfrattati poi, è passata al demanio dello Stato nel 1971 ed è parte della Direzione regionale musei della Toscana dal 2015.
Ma soprattutto, questa villa dalla scenografica facciata barocca nasconde una particolarità tutta sua: pur essendo scrigno di secoli di storia, di fatto non è un museo.
Infatti Villa Corsini è un deposito, che custodisce centinaia e centinaia di reperti provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze e dagli Uffizi, solo una parte dei quali esposti al pubblico.
Una ‘strana’ natura, la sua; una particolarità che si avverte subito, fin da quando si rimane affascinati dalla bella facciata barocca e leggermente increduli davanti alla porticina d’ingresso (ricavata all’interno di un più imponente portone), oltre la quale non si sa bene cosa aspettarsi fino a che non la si è varcata.
Continua a leggere, oggi lo scoprirai!
Villa Corsini a Castello nei secoli
La storia di Villa Corsini risale al 1400, quando era un podere in possedimento degli Strozzi; poi verso la metà del secolo passò alla famiglia Rinieri, che volle farne un’abitazione signorile in stile rurale.
I Rinieri affidarono i lavori di ristrutturazione al Tribolo, quello stesso Tribolo che poi, presentato a Cosimo I, avrebbe realizzato per i Medici il Giardino della vicina Villa medicea di Castello e il Giardino di Boboli.
L’architetto Tribolo trasformò dunque il Giardino di Villa Corsini in un giardino all’italiana con aiuole geometriche, statue, giochi d’acqua. Purtroppo oggi resta ben poco di quei fasti e il giardino al momento non è visitabile.
Noi però oggi facciamo cominciare la nostra storia dal 1697, anno in cui Filippo Corsini, Consigliere del Granduca Cosimo III de’ Medici, acquistò la villa proprio per la sua vicinanza alla Villa medicea della Petraia.
I lavori di ristrutturazione furono affidati stavolta a Giovan Battista Foggini, architetto e scultore granducale, che sovrappose all’originale impianto cinquecentesco una struttura barocca, che è evidente fin dalla facciata.
Dalla famiglia Corsini a patrimonio dello Stato
I Corsini (che per inciso erano proprietari anche dell’omonimo Palazzo Corsini, detto al Parione, che si trova su Lungarno Corsini 10 a Firenze), rimasero proprietari della villa fino alla Seconda Guerra mondiale.
In questi anni turbolenti Villa Corsini fu davvero teatro di alterne vicende: prima occupata dalle armate naziste, poi passata agli alleati della Folgore; ancora, sede dell’Educandato delle suore Doroteee.
Infine, requisita dal Commissariato per gli alloggi del Comune di Firenze che la assegnò a quattro famiglie di sfrattati.
Solo nel 1956, tornata ai Corsini, fu messa in vendita. Nel demanio dello Stato dal 1971, Villa Corsini a Castello è adesso parte della Direzione regionale musei della Toscana.
Perchè visitare Villa Corsini a Castello a Firenze
Oggi questi ambienti rappresentano qualcosa di davvero unico e particolare nel panorama cittadino.
Pur non essendo un museo nel senso tradizionale del termine, Villa Corsini ospita statue romane, sarcofagi etruschi, reperti archeologici risalenti al VII secolo a.C., marmi antichi e molto altro ancora.
Il deposito archeologico aperto al pubblico
Il motivo è semplice: la Villa svolge la funzione di deposito per una vastissima quantità di reperti del Museo Archeologico Nazionale di Firenze e conserva anche alcune collezioni provenienti dagli Uffizi.
E pensa che ciò che è visibile al pubblico rappresenta soltanto una parte di quanto viene custodito qui. Molti materiali e intere collezioni si trovano infatti nei depositi e non sono accessibili durante la visita.
Il cortile interno
Una volta varcata la porta d’ingresso della Villa, ci troveremo in un cortile nel quale sono esposti una serie di sarcofagi etruschi databili tra il IV e il II secolo a. C.
Oltre ad alcuni sarcofagi provenienti dalla tomba gentilizia degli Statlane di Tuscania, ce n’è anche uno, femminile, da Tarquinia.
Il Salone delle sculture greche e romane
Attraverso un grande portone in legno si accede, accompagnati dal personale che segue i visitatori per tutta la durata del percorso, a uno spazio che personalmente mi ha lasciata a bocca aperta.
Recentemente restaurato, luminoso e armonioso, il Salone ospita una raccolta di marmi provenienti dal Museo Archeologico nazionale di Firenze.
Qui sculture classiche greche e romane convivono con opere più tarde, come il Fiume del Tribolo, realizzato proprio per il giardino della Villa e menzionato anche da Vasari.
Molte di queste sculture confluirono nel Museo Archeologico di Firenze a fine 19° secolo, in parte dagli Uffizi e in parte da collezioni nobiliari; e si trovavano proprio al Museo Archeologico, nel Salone del Nicchio, quando l’alluvione del 1966 devastò gli ambienti.
Quindi queste opere, dopo un lungo periodo di oblio, sono riemerse proprio grazie a questo allestimento.
I reperti etruschi della piana fiorentina e di Gonfienti
Salendo al piano superiore, troveremo poi un’esposizione permanente di reperti rinvenuti nella piana fiorentina e dalla città etrusca di Gonfienti (Calenzano), come ad esempio il corredo della Tomba della Mula (fine VII sec. a.C.), il la scultura funeraria del Cippo di Settimello (metà VI sec. a.C.).
Monete, vasi e oggetti di uso quotidiano appartenuti alle popolazioni che abitavano questo territorio molti secoli fa: reperti che raccontano la vita dei nostri antenati molto più di quanto si possa immaginare.
È interessante pensare che fino a pochi decenni fa questa zona fosse sostanzialmente ignorata dalla ricerca archeologica. Essendo considerata un’area paludosa, si riteneva infatti inadatta agli insediamenti urbani.
Questi ritrovamenti invece hanno dimostrato che la piana fiorentina, ovvero il territorio che si estende tra Firenze e Sesto Fiorentino, era abitata stabilmente fin dal Neolitico, quindi circa 8000 anni fa.
Piccoli marmi, ritratti imperiali e pezzi di prestigiose collezioni
Villa Corsini custodisce inoltre una serie di piccoli marmi provenienti dalla Tribuna della Galleria degli Uffizi, nel corso del 16° secolo un vero e proprio gioiello che esponeva i più preziosi oggetti granducali.
A fine 18° secolo, tuttavia, queste sculture furono progressivamente allontanate dalla Tribuna e andarono dimenticate, finchè studi successivi non le hanno riconosciute e ricollocate.
Trovano spazio qui anche una serie di ritratti di età repubblicana e imperiale, splendide teste maschili e femminili databili fino al 4° secolo d.C.
Ancora, una serie di ritratti “all’antica”, molto in voga in epoca rinascimentale, quando imperatori romani, filosofi e poeti dell’antichità erano parte centrale dell’arredamento dell’ambiente di un uomo di lettere.
Quel che resta del Giardino all’italiana
Fu il Tribolo a trasformare il Giardino di Villa Corsini in un giardino all’italiana con aiuole geometriche, statue, giochi d’acqua.
Oggi resta poco di quell’antico splendore e il giardino non è visitabile. Durante la visita al secondo piano, tuttavia, è possibile affacciarsi e osservarne almeno una parte dall’alto.
Orari per visitare Villa Corsini a Castello
(da https://cultura.gov.it/luogo/villa-corsini-a-castello)
Ingresso con visita accompagnata (massimo 25 persone per ogni turno della durata di circa un’ora).
Prenotazione telefonica consigliata soprattutto in caso di gruppi di più di 10 persone (al numero +39 055 450752, attivo tutti i giorni dalle ore 8.00 alle 13.00).
ORARIO INVERNALE (dal 1° ottobre al 31 marzo): 2ª e 4ª domenica del mese dalle ore 9.00 alle ore 14.00 (ultima visita ore 13.00).
ORARIO ESTIVO (dal 1° aprile al 30 settembre): 1° e 3° venerdì del mese e tutti i sabati dalle 14.00 alle 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00); 2ª e 4ª domenica del mese dalle ore 9.00 alle ore 14.00 (ultimo ingresso ore 13.00).
Il Giardino per motivi di sicurezza è chiuso.
La Villa sarà chiusa al pubblico nel mese di agosto.
Info: Sito Direzione regionale Musei nazionali Toscana
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