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Itinerario alla riscoperta del Viale dei Colli a Firenze

Articolo del 29.04.2026

 

Oggi ti vorrei portare alla riscoperta del Viale dei Colli di Firenze e delle innumerevoli meraviglie che custodisce lungo il suo percorso.

L’itinerario che ti propongo viaggia idealmente da Piazza Ferrucci a Porta Romana: premetto subito che io non ho fatto questa camminata per intero (non credo di averne le forze!), bensì ho scomposto il percorso in più tappe, muovendomi in motorino.

A seconda del tuo livello di preparazione potrai quindi decidere di affrontare il Viale dei Colli di Firenze come ti è più consono: per semplificarti la scelta, ho spezzettato il tragitto in tappe, indicando per ciascuna la durata del percorso.

 

3 ottime ragioni per percorrere il Viale dei Colli

Prima di cominciare vorrei dirti le tre ragioni per le quali amo particolarmente questo itinerario fiorentino.

La prima è che il Viale dei Colli è un incanto in ogni stagione: elegante, perfetto per essere percorso lentamente, punteggiato in modo sapiente di panorami, natura e luoghi dove fermarsi per un momento di ristoro, una pausa nel verde, uno sguardo incantato sulla città.

Inoltre, mi piace perchè mi lascia sempre un po’ stupita per la ricchezza sorprendente di ciò che si incontra lungo il cammino: giardini curati e giardini selvatici, ville storiche, chiese millenarie, scorci improvvisi sulla città e sulle colline. 

È insomma uno di quei percorsi in cui basta alzare gli occhi o fare una deviazione di pochi metri per scoprire qualcosa che ci era sfuggito la volta precedente, per annusare un profumo nuovo, per osservare i colori della stagione.

La terza ragione è che camminandoci dentro si ha davvero la sensazione di attraversare epoche diverse: dal Medioevo di San Miniato all’Ottocento visionario di Poggi, senza dimenticare ovviamente la Firenze rinascimentale che si spalanca in tutta la sua bellezza davanti ai nostri occhi.

 

Perchè, secondo me, non si tratta di un itinerario per turisti

Personalmente non lo definirei affatto un itinerario turistico.

Certo, lungo il percorso incontreremo turisti e posti tra i più affollati a Firenze (vedi il Piazzale). Tuttavia, è un percorso disseminato di luoghi che possono essere percepiti come molto raccolti (vedi l’Abbazia di San Miniato) o sorprendentemente tranquilli e poco frequentati (vedi il Parco di Bobolino).

E poi c’è una sensazione difficile da spiegare, ma che ogni volta ritorna: guardare Firenze ‘dall’alto’ mi genera spontaneamente uno sguardo affettuoso, come a ricordarmi che tutta questa bellezza, quella che vivendo qui rischiamo troppo spesso di dare per scontata o addirittura estranea, in realtà è casa nostra.

 

Itinerario passo passo lungo il Viale dei Colli a Firenze

 

 

Da Piazza Ferrucci a Piazzale Michelangelo

Durata: 30 minuti circa

Lunghezza: 2 km circa (in salita)

 

Ho voluto far partire questo itinerario da piazza Ferrucci, dove ha inizio il Viale dei Colli, la lunga passeggiata panoramica voluta da Giuseppe Poggi per Firenze Capitale d’Italia.

L’idea di Poggi era chiara: creare un percorso elegante e scenografico che conducesse al punto più spettacolare della città, Piazzale Michelangelo.

La prima parte del percorso, Viale Michelangelo, è fiancheggiata da villini di inizio Novecento, spesso in stile liberty, costruiti con discrezione proprio per non disturbare la continuità visiva della passeggiata.

Superata la zona degli Assi, vale la pena buttare l’occhio a destra: nelle giornate limpide la vista sulla collina di Fiesole è una di quelle che non stancano mai.

Poco dopo si incontra l’area dell’ex Campeggio Michelangelo, oggi trasformata in uno spazio verde conosciuto (per ora) come Parco Michelangelo: un luogo ancora in evoluzione, incastonato tra il viale e via dei Bastioni, che la scorsa estate ha ospitato uno spazio estivo aperto al pubblico.

Si arriva poi all’ingresso del Giardino dell’Iris, un piccolo gioiello che apre solo per un mese all’anno, tra aprile e maggio, quando il fiore simbolo di Firenze è al massimo del suo splendore (clicca qui per vedere l’evento, ad ingresso gratuito).

Da qui a Piazzale Michelangelo il passo è breve. Il panorama è noto: tutta Firenze si stende davanti ai nostri occhi come una meravigliosa cartolina, illuminata con colori diversi a seconda dell’ora del giorno e della stagione.

Dal piazzale consiglio una deviazione fondamentale: il Giardino delle Rose.

Anche questo fu realizzato da Poggi e aperto al pubblico nel 1895. Oggi ospita circa mille varietà di rose, comprese specie antichissime di origine rinascimentale, come l’“Alba incarnata” resa celebre dalla Primavera di Botticelli.

Due motivi in più per non saltarlo (oltre appunto all’esplosione di fiori in periodo primaverile): il piccolo giardino giapponese, dono della città gemellata di Tokyo, e le dodici sculture di Jean-Michel Folon disseminate nel giardino, perfettamente integrate nel paesaggio.

Accanto al giardino si trova la Scalinata del Monte alle Croci (attualmente aperta solo nella sua porzione inferiore), che ospita la più antica Via Crucis d’Italia e una lapide con una terzina del Purgatorio di Dante.

Tornando su Viale Galileo (intitolato allo scienziato che visse poco distante, a Villa Il Gioiello, durante il periodo del confino), potete anche decidere di concludere questa prima tappa del percorso scendendo in direzione di San Niccolò attraverso le Rampe del Poggi, le scalinate monumentali che collegano Porta San Niccolò al Piazzale, con le tre grandi vasche progettate non solo per bellezza, ma anche per gestire le acque della collina.

 

Da Piazzale Michelangelo all’Abbazia di San Miniato al Monte

Durata: 10 minuti circa

Lunghezza: 0,5 km circa (in salita)

Se invece decidiamo di proseguire direzione San Miniato, una volta usciti dal Giardino delle Rose risaliamo lungo Viale Galileo e giriamo quasi immediatamente a sinistra (in pratica alle spalle del ristorante La Loggia del Piazzale Michelangelo).

Dopo pochi passi incontreremo la cinquecentesca chiesa di San Salvatore al Monte, più raccolta e spesso snobbata perché ‘all’ombra’ della Basilica di San Miniato, ma che in realtà merita una visita: semplice e raffinata, fu molto amata da Michelangelo.

Proseguiamo adesso su Via delle Porte Sante in direzione di San Miniato al Monte (i cui lavori di restauro e messa in sicurezza si sono conclusi da pochissimo, e la facciata è tornata finalmente visibile in tutta la sua bellezza ad aprile 2026), basilica che rappresenta uno dei massimi capolavori del romanico fiorentino.

L’abbazia di San Miniato merita tempo: la facciata, l’interno, la cripta, il coro, il Cimitero delle Porte Sante, la vista a perdifiato sulla città. Sono tutte componenti di una meraviglia unica.

Consiglio di aggiungere anche una breve visita alla Farmacia dei monaci benedettini olivetani (la vedrete subito, in un edificio sulla sinistra rispetto alla Basilica), dove potrete acquistare prodotti fabbricati direttamente dai monaci: dolci al cioccolato, candele, biscotti.

L’ingresso all’Abbazia di San Miniato di Firenze è gratuito (ovviamente la Basilica non è visitabile durante le funzioni religiose). Ogni pomeriggio alle 18.30 la comunità monastica celebra i vespri in latino e in canto gregoriano: una tradizione cui è necessario assistere almeno una volta nella vita.

 

Sosta allo Chalet Fontana

Durata: 20 minuti circa

Lunghezza: 1,5 km circa

Se decidiamo di proseguire lungo il Viale dei Colli, una volta scesi tornati su Viale Galileo consiglio di attraversare e proseguire il percorso sul lato destro della strada, per non perdere alcuni bellissimi scorsi che si presenteranno lungo il cammino.

Con un passeggiata lungo il Viale dei colli di almeno una ventina di minuti, si arriva fino ad un punto perfetto per una piccola pausa, lo Chalet Fontana.

Si tratta di un bar ristorante nato nel 1896 come luogo d’incontro e ispirato ai caffè europei dell’epoca, oggi piacevole sosta con spazi sia al chiuso che nell’arioso giardino.

 

Dallo Chalet Fontana….

Da qui si dirama un interessante bivio: a voi decidere come proseguire la passeggiata.

In un primo caso potremo proseguire il percorso su Viale Machiavelli e iniziare la discesa verso Porta Romana.

Altrimenti, prendendo Via di San Leonardo, arriveremo al Forte Belvedere (aperto solamente durante la stagione estiva) o a Villa Bardini.

Vediamo le due ipotesi singolarmente.

 

… a Porta Romana (attraverso il Parco di Bobolino di Firenze)

Durata: 20 minuti circa

Lunghezza: 1,5 km circa (in discesa)

Validiamo intanto la prima ipotesi e proseguiamo in direzione di Porta Romana.

In questo caso, lasciato lo Chalet Fontana sulla nostra sinistra, camminiatmo in discesa per un breve tratto, fino ad arrivare a Piazzale Galileo.

Sulla sinistra noterete una scalinata in discesa che ci condurrà attraverso i tre giardini nei quali si sviluppa il Parco del Bobolino, disposti lungo le anse del viale dei Colli (divenuto qui Viale Machiavelli).

Il primo è il Giardino di Tivoli: qui, per qualche anno nella seconda metà del 1800 (dal 1871 al 1874), sorse un parco divertimenti con giostre, teatro, caffè chantant e luoghi di ristoro e che, secondo alcune ricerche, potrebbe anche aver ispirato Collodi nell’immaginare il suo ‘Paese dei Balocchi’.

Seguono gli altri due giardini: il secondo è a mio parere il più bello in assoluto, con ampi spazi erbosi dove ci si può rilassare all’ombra degli alberi (alcuni dei quali monumentali), con un fascino romantico indescrivibile.

Dall’ultimo livello -il Giardino Simone Weil, si torna sul Viale Machiavelli e ci si avvia in discesa verso porta Romana.

Giunti in fondo, puntando lo sguardo in alto sul Viale del Poggio Imperiale, si può intravedere  anche la Villa del Poggio Imperiale, residenza medicea e lorenese, dal 1865 e ancora oggi sede dell’Educandato Statale della SS. Annunziata.

Ed eccoci a Porta Romana, costruita nel 1326. Sulla sommità spicca l’opera contemporanea di Michelangelo Pistoletto, ‘Dietrofront‘ (1981-84), una figura che invita a guardare indietro, a riflettere sul cammino fatto. Un messaggio perfetto a conclusione di questo itinerario, che spero vi sia piaciuto.

 

oppure… a Forte Belvedere e Villa Bardini

Durata: 15 minuti circa

Lunghezza: 1,2 km circa

Adesso però dobbiamo fare un salto indietro, come nelle storie a bivio, e tornare (almeno con la mente) allo Chalet Fontana.

Proprio di fronte allo Chalet, attraversando la strada al semaforo, parte via di San Leonardo, che oltre ad essere di per sé bellissima, è anche la strada che conserva due luoghi legati ad altrettanti grandi artisti: Villa Bonciani, dove Tchaikovsky scrisse “La dama di picche”, e la casa di Ottone Rosai, che -come capirete semplicemente attraversandola- ritrasse spesso questa strada nelle sue tele.

Proseguendo per almeno un altro quarto d’ora a piedi lungo Via di San Leonardo, si arriva ad altre due imperdibili tappe fiorentine.

La prima è Forte Belvedere, un luogo estremamente panoramico, opera realizzata a fine ‘500 dal Buonatalenti. Il Forte è solitamente aperto solo durante la stagione estiva, con ingresso gratuito per i residenti.

La seconda tappa da non perdere nei dintorni è Villa Bardini, con il suo Giardino spettacolare affacciato sulla città (che nel mese di aprile è particolarmente famoso per il porticato di iris con affaccio sulla città).

In alternativa, prendendo ancora una volta lo Chalet Fontana come punto di riferimento, si può proseguire verso Arcetri. Ma questa è un’altra storia (una delle raccontabili).

 

Spero che questo itinerario vi sia piaciuto.

Se lo percorri ti prego, fammelo sapere scrivendomi a cosafareafirenze@gmail.com.

 

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