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Progetto Editoriale
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Viaggio in Portogallo, José Saramago

Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.

La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro.
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, veder di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove prima pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.

Bisogna ritornare sui posti già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

 

Abitiamo in una città sempre più votata al turismo, soprattutto nel suo centro storico.

Eppure, la maggioranza res(is)tiamo noi: le migliaia di fiorentine e fiorentini che vivono in città giorno dopo giorno, dal centro alla periferia.

Quelli che nel fine settimana fanno una giratina in centro, che il sabato mattina vanno al loro mercato del cuore, che fanno l’abbonamento a teatro ed escono le sere d’inverno con 3 gradi, che mangiano la schiacciata a Pasqua e le frittelle a Carnevale, che d’estate vanno al cinema all’aperto, che si accalcano il 24 giugno sui Lungarni a vedere i fochi, (anche se erano sempre meglio quegli altr’anni).

Siamo i cittadini di una città così bella e unica che, ogni singolo giorno dell’anno, dobbiamo in qualche modo condividerla con migliaia di turisti. E a volte non è facile.

Ma siamo anche gli unici che possono restituire alla città quel senso di appartenenza che ne alimenta le radici profonde, permettendole di restare viva, ricca di saperi e di tradizioni, piena di idee e progetti.

E infatti nessun overtourism può impedire a Firenze di essere quel che è: una città ricca di iniziative, progetti, proposte e cosa da fare -dal centro storico ai quartieri-, che offrono a noi fiorentini una continua occasione di arricchimento e scoperta.

A organizzare le tante iniziative (spesso anche gratuite) sono associazioni, enti culturali, enti pubblici, circoli, organizzatori grandi e piccoli che nel corso di tutto l’anno contribuiscono ad arricchire la vita in città.

Ma per poterne godere a pieno è necessario che queste iniziative arrivino davvero al maggiore numero possibile di persone; che ciascuno torni a vivere la città, dal centro storico ai suoi Quartieri, organizzando il proprio tempo libero in base ai propri interessi, sperimentando, alimentando vecchie passioni o scoprendone di nuove, entrando in nuovi giri di persone, anche per fare nuove amicizie.

Sono convinta che sarebbe un modo più pieno, entusiasmante e felice di vivere Firenze e, dunque, la nostra vita, nel tempo libero che abbiamo la fortuna di poter trascorrere in una delle città più belle del mondo.

Il progetto editoriale di Cosa fare a Firenze ha proprio questo obiettivo: diventare un punto di riferimento chiaro, pratico e il più possibile completo per scoprire cosa fare ogni giorno in città, ovvero cosa offre quell’operoso substrato di realtà grandi e piccole che funzionano proprio nel momento in cui le loro proposte incontrano la risposta di chi ne usufuisce.

Come? Fornendo ai lettori notizie aggiornate, con chiari riferimenti alle fonti e indicazioni precise per partecipare e informarsi fino alle ultime ore di eventuali cambi di programma all’ultimo minuto.

Investire su un sito web in un’epoca dominata dai social e dall’Intelligenza Artificiale potrebbe sembrare una mossa azzardata, ma le decine di migliaia di persone che ogni mese consultano il portale dimostrano che invece c’è ancora bisogno di un’informazione tradizionale: chiara, affidabile, capace di suggerire idee senza pretendere di ‘influenzare’ nessuno, lasciando a ciascuno la piena libertà di scegliere come vivere la città e il proprio tempo libero, solo contribuendo in qualche modo ad ampliare il più possibile il ventaglio delle scelte.

La ‘penna’ di Cosa fare a Firenze

Mi chiamo Paola Barile, a Firenze ci sono arrivata che avevo 4 anni dalla mia città natale, Genova.

A Firenze ho studiato, coltivato amicizie, creato una famiglia; da sempre vivo nel mitico Quartiere di Rifredi.

Siccome non ho mai perso l’abitudine di fare una giratina in centro, visitare un museo, andare a teatro, curiosare in un mercatino, scoprire nuovi aspetti della città grazie alle visite guidate; e siccome per 10 anni ho lavorato nel mondo della divulgazione di eventi, e per lavoro scrivo; e siccome davvero a lungo ho tenuto nel famoso cassetto il sogno di realizzare un sito su Firenze dedicato ad un tempo libero di qualità, democratico, allegro e stimolante, ecco che finalmente ho deciso di far nascere questo progetto. 

Se mi state leggendo, spero che Cosa fare a Firenze vi sia utile a trovare nuove idee e spunti per trascorrere al meglio le vostre giornate.

Paola