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African Diaspora Cinema festival a Firenze

Dal 10 al 13 settembre 2026 al Teatro Affratellamento di Firenze si svolge la 10ª edizione dell’African Diaspora Cinema Festival.

 

Fondato dal regista e direttore artistico Fide Dayo nel 2013, l’African Diaspora Cinema Festival promuove il cinema africano, della diaspora africana e sull’Africa.

 

Partito dal Cinema Odeon per diventare negli anni un punto di riferimento internazionale, con numerose e prestigiose collaborazioni e interazioni, il festival muove dalla convinzione che l’arte, il cinema, la cultura possono contribuire al cambiamento dell’orizzonte sociale ed economico dell’Africa, in un futuro libero da ogni forma di colonialismo, suprematismo, sfruttamento, occupazione e discriminazione.

 

E infatti la statuetta di bronzo placcato oro, che riceveranno i film premiati, rappresenta il pugno chiuso del black power, simbolo di dignità, solidarietà, forza e resistenza contro l’oppressione.

 

African Diaspora Cinema festival, edizione 2026

Quest’anno i film inviati per il concorso sono stati 179 da 50 paesi diversi.

Il tema a cui è dedicato il festival di quest’anno è la xenofobia, un fenomeno d’odio che sta segnando la vita di milioni di persone in tutto il mondo, dall’Asia, al Sud Africa, agli USA fino all’Europa.

Anche quest’anno ADCF ospiterà alcuni registi dei film in programmazione che saranno a disposizione per dialogare con il pubblico dopo le proiezioni.

 

I film selezionati

 

I film selezionati, che saranno proiettati nelle quattro serate sono 19, suddivisi tra lungometraggi, corti, lavori di finzione e documentari.

Fra i documentari:

  • storie di due musicisti del Malawi;
  • la lotta per il diritto alle spiagge per i nativi giamaicani contro le privatizzazioni;
  • un viaggio nelle proprie origini nomadi nel deserto del Sahara;
  • la ricerca della tomba senza nome di un migrante morto in un cimitero del sud Italia;
  • i capelli naturali come forma di resistenza e di emancipazione delle donne africane;
  • un corridoio ferroviario e portuale che collega l’entroterra africano, ricco di risorse, ai mercati occidentali;
  • la ricca storia del cinema della Somalia;
  • un viaggio lungo a ritroso sulla rotta transatlantica degli schiavi;
  • la spiritualità africana prima dell’arrivo del Cristianesimo e dell’Islam;
  • una squadra di calcio composta da giocatori con problemi di salute mentale;
  • il ricongiungimento con le proprie radici, la famiglia e l’identità.

 

Fra i lungometraggi:

  • storie di scandali e riscatti a Lagos;
  • la vita del medico Denis Mukwege, Premio Nobel per la Pace 2018, che ha rischiato la vita per curare le donne violentate e mutilate nella Repubblica Democratica del Congo;
  • il ritorno a casa in Nigeria di un’ambiziosa manager;
  • la corruzione e il tradimento per la realizzazione di un’autostrada miliardaria;
  • la vita di una badante sudanese di 26 anni che vive in un quartiere nel cuore del Cairo;
  • la vendetta di un ex militare per la morte per droga della sorella.

 

Infine, un corto sullo sfruttamento del lavoro minorile in una remota piantagione di cacao.

 

Sul sito del festival sono pubblicate le schede dei films con tutte le informazioni relative e il programma delle quattro serate.

 


Info:

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