Ecco le mostre in corso da visitare a Firenze.
Le mostre sono disposte in ordine cronologico, dunque prima vengono indicate quelle di più recente chiusura.
Anna Perach. Dis/Enchanted Interiors
📍 MAD Murate Art District, Firenze
Dal 14 maggio al 12 luglio 2026

Prima personale istituzionale in Italia dell’artista Anna Perach (14 maggio – 12 luglio 2026) prodotta da MAD Murate Art District, Fondazione MUS.E, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze.
La mostra, allestita presso MAD e il Museo di Antropologia e Etnologia-Sistema Museale di Ateneo, rappresenta il quarto anno di collaborazione tra le due istituzioni.
Il progetto, a cura di Veronica Caciolli e Valentina Gensini, direttrice artistica di MAD, si propone come una retrospettiva sull’opera dell’artista nell’ultimo decennio, ma anche come esposizione site-specific che indaga i temi del colonialismo, dell’esotismo, delle tradizioni popolari, dell’identità e del femminile.
Nata a Zaporizhzhia (URSS, 1985) Anna Perach vive e lavora a Londra. Il suo lavoro si concentra sull’interpretazione del folklore, della mitologia e delle tradizioni narrative in una prospettiva di genere.
Perach crea ambienti abitati da sculture utilizzando la tecnica di tessitura nota come tufting, spesso impiegata per la realizzazione di tappeti.
Le sue sculture, indossabili, risiedono nello spazio liminale tra oggetto e “pelle”, e vengono attivate in performances. Il tappeto, inteso come simbolo domestico che accompagna i viaggi dell’artista sin dagli inizi della sua carriera, accoglie e innesca una serie di riflessioni sulla migrazione culturale.
Soul Food. Cibo per l’Anima
📍 Rifugio Digitale, Firenze | Sito
Dal 24 giugno al 16 luglio 2026

Claire Rosen, Sloth Bear Feast, Wildlife SOS Agra Bear Rescue Facility, Agra, India, 2018
Mostra collettiva di fotografia che riunisce artisti internazionali quali Fred Mungo, Gregg Segal, Lisa Sorgini, Anh Nguyen, Claire Rosen, Lucia Buricelli e Klaus Pichler.
La collettiva ospitata da Rifugio Digitale esplora – nell’ambito di una più vasta indagine che quest’anno lo spazio vuole dedicare al fenomeno dell’overconsumption – il rapporto viscerale, e talvolta distorto, che l’uomo contemporaneo intrattiene con la materia edibile, muovendosi lungo il confine sottile che separa l’abbondanza dall’eccesso, offrendo risposte plurime sul tema del cibo attivando riflessioni critiche.
La narrazione fotografica si articola in tre momenti chiave, invitando lo spettatore a guardare “oltre il piatto”: Cibo come Identità, Cibo come Rituale e Cibo come Eccesso.
Attraverso linguaggi e prospettive differenti, le opere esplorano il sottile confine tra abbondanza ed eccesso, offrendo una pluralità di sguardi e stimolando una riflessione critica sulle nostre abitudini di consumo.
Dalla perfezione patinata del food porn alla realtà concreta del recupero e del riuso, le immagini pongono una domanda fondamentale: siamo ancora capaci di attribuire valore a ciò che ci sostiene e ci mantiene in vita?
Informazioni per la visita
La mostra è visitabile ad ingresso libero dal mercoledì al sabato in orario 11-19.
Raccontare il mondo. Donne, letteratura e infanzia al Vieusseux
📍Archivio Contemporaneo “A. Bonsanti” – Palazzo Corsini Suarez, Firenze | Sito
Dal 26 marzo al 24 luglio 2026

Per celebrare i centocinquanta anni dalla nascita di Laura Orvieto (Milano, 7 marzo 1876 – Firenze, 9 maggio 1953), scrittrice di alcuni testi cardine della letteratura per ragazzi, e per sottolineare la centralità di una produzione letteraria troppo spesso relegata a ‘sottocategoria’.
Per queste ragioni il Gabinetto Vieusseux presenta, presso l’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti”, la mostra Raccontare il mondo. Donne, letteratura e infanzia al Vieusseux. Laura Orvieto, le donne e la letteratura per l’infanzia.
Autrici complesse che segnano un’epoca con le loro opere ricche di magia, illustrazioni e colori, ma non per questo sorelle minori di quelle destinate agli adulti.
Visite guidate ogni giovedì pomeriggio alle ore 15:00, con prenotazione obbligatoria: prenotazioni@vieusseux.it
Tommaso Brogini | Gli opposti per
ROOM – immerse yourself in
📍 Mercure Hotel Firenze centro, Firenze | Instagram
Dall’11 giugno al 30 luglio 2026

Con il progetto ROOM – immerse yourself in – Mercure Firenze Centro trasforma il concetto di “camera” in qualcosa di vivo, dinamico e profondamente ispirazionale.
Le zone comuni dell’hotel smettono di essere semplici luoghi di passaggio per diventare ROOM: uno spazio fluido di immersione creativa dove l’arte si guarda, si tocca e si vive.
Metaforicamente, ogni porta svelerà un’anima diversa: una mostra d’arte da ammirare o un laboratorio esperienziale per sporcarsi le mani e dare forma alla propria creatività.
Sei appuntamenti: tre diverse esibizioni d’autore e tre diverse esperienze uniche, per passare dalla contemplazione delle opere, al piacere della creazione o al fare parte delle opere stesse.
Si parte con Tommaso Brogini, le cui opere sono esposte al Mercure fino al 30 luglio.
La sua mostra ‘Gli opposti’ nasce come un profondo tributo a Michelangelo Buonarroti, la cui intera produzione artistica è attraversata dal dialogo costante tra sensazioni contrastanti.
Tommaso Brogini rielabora questa ambivalenza attraverso la poetica del “non finito”, la forza dei quattro elementi naturali e il rigore del bianco e nero.
Martedì 30 giugno l’esperienza si arricchisce con un corso di pittura tenuto dallo stesso Brogini, con aperitivo (ore 17-20.30; info: 055 5300700 – H9131@accor.com).
Il 10 settembre inaugura poi la mostra “Super Concierge” delle street artists Lediesis.
Informazioni per la visita
La mostra è visitabile gratuitamente dalle ore 15 alle 20.
Superflex. There Are Other Fish In The Sea
📍 Cortile di Palazzo Strozzi, Firenze
Dal 14 aprile al 2 agosto 2026
Palazzo Strozzi e Fondazione Hillary Merkus Recordati presentano There Are Other Fish In The Sea, la nuova installazione site-specific realizzata dal collettivo danese SUPERFLEX per il Cortile rinascimentale di Palazzo Strozzi.
Otto colonne in travertino rosa emergono da una grande superficie d’acqua che ricopre lo spazio: le strutture sono state concepite come potenziali rifugi per creature marine, prefigurando il futuro innalzamento del livello dei mari.
Nel sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze del 1966, l’installazione mette in discussione la centralità umana attraverso quella che il collettivo SUPERFLEX definisce un’architettura interspecie, tra esseri umani e forme di vita marine.
L’installazione è visibile gratuitamente tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 10.00 alle 20.00 e i giovedì fino alle 23.00.
Rothko a Firenze
📍 Palazzo Strozzi, Firenze | Sito
Dal 14 marzo al 23 agosto 2026

© Mark Rothko No.3-No.13 MoMA www.palazzostrozzi.org
Dal 14 marzo al 23 agosto 2026, Palazzo Strozzi presenta un’imperdibile mostra dedicata al grande maestro dell’arte americana Mark Rothko attraverso una selezione straordinaria di opere, tra cui grandi dipinti mai esposti in Italia, provenienti da prestigiose collezioni private e musei internazionali come il MoMA e il Metropolitan Museum di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.
A cura di Christopher Rothko ed Elena Geuna, il percorso espositivo esplora l’evoluzione dell’arte di Rothko, dalle prime opere figurative, in dialogo con l’Espressionismo e il Surrealismo, alle celebri tele astratte degli anni Cinquanta e Sessanta, approfondendo anche la sua connessione con la tradizione artistica italiana.
La mostra rende omaggio a una figura centrale della storia dell’arte moderna, che con le sue opere crea spazi in cui il colore e la luce invitano alla meditazione e all’introspezione, in una tensione costante tra astrazione e spiritualità. mostre firenze
Da Palazzo Strozzi il progetto si estende poi alla città di Firenze, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista in due sezioni satellite: il Museo di San Marco, con opere in dialogo con gli affreschi di Beato Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.
La mostra Rothko a Firenze è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze, con la collaborazione del Museo di San Marco (Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana) e della Biblioteca Medicea Laurenziana. mostre firenze
Jean-Marie Appriou. Canto infinito
Dal 22 maggio al 23 agosto 2026
Mostra personale di Jean-Marie Appriou per il Project Space di Palazzo Strozzi.
A cura di Arturo Galansino, il progetto espositivo riunisce un gruppo di nuove opere dell’artista francese, proponendo un ampio sguardo sul suo lavoro, che oggi si pone come una delle voci più originali nella ridefinizione dell’idea di scultura nell’arte contemporanea.
Il lavoro di Jean-Marie Appriou è caratterizzato da un approccio sperimentale nell’utilizzo di materiali, come alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera. Attraverso una pratica fortemente tattile, l’artista modella figure che si inseriscono in un territorio ambiguo tra l’umano, l’animale e il vegetale.
I riferimenti iconografici attingono alle mitologie arcaiche, alla fantascienza e alla cultura contemporanea: cavalli, serpenti, creature marine ed esseri ibridi popolano un universo simbolico, in cui le forme sembrano sospese tra terra e acqua, oscurità e luce, permanenza e mutamento.
Spesso monumentali per le loro dimensioni, le sculture di Appriou instaurano un rapporto intimo con chi le osserva, trasmettendo un senso di prossimità che ne accentua la presenza enigmatica e talvolta perturbante.
Il titolo della mostra per il Project Space di Palazzo Strozzi, Canto Infinito evoca l’idea di un flusso continuo senza inizio né fine, suggerendo una dimensione in cui tempo, materia e immaginazione sono in costante trasformazione.
Concepite come tappe di un percorso, le opere in mostra richiamano l’eredità della Divina Commedia come orizzonte culturale e simbolico. Il lavoro di Appriou dialoga inoltre con una più ampia costellazione di fonti letterarie e mitologiche, che emergono non come riferimenti fissi, ma come presenze incarnate nella materia scultorea e integrate in una sequenza spaziale. Le sue figure non illustrano storie, ma suggeriscono momenti di passaggio e transizione.
Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti
📍Palazzo Medici Riccardi, Firenze | Sito
Dal 2 aprile al 25 agosto 2026

Ph. Nicola Neri
Una mostra dedicata al clima di straordinaria creatività che caratterizzò gli anni’20 del 20° secolo, quando Firenze fu uno dei centri più vivaci della cultura artistica italiana: laboratorio di arti decorative, moda, grafica e design capace di dialogare con le grandi capitali del gusto internazionale.
L’esposizione – a cura di Lucia Mannini, affiancata da un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e costituito da Francesca Baldry, Giovanna Lambroni, Vanessa Gavioli, Lucia Mannini, Oliva Rucellai e Valentina Zucchi – racconta un decennio di straordinario fermento creativo, che vide Firenze protagonista.
Ceramiche, arredi, gioielli, tessuti, abiti, manifesti pubblicitari e non solo ricostruiscono il clima culturale degli anni Venti, mettendo in dialogo artisti e manifatture che seppero rinnovare la tradizione con uno sguardo aperto alle avanguardie e al gusto internazionale.
Dal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle ceramiche di Galileo Chini, dalle creazioni di Thayaht ai gioielli ricercati dall’alta società internazionale, dagli albori della produzione fiorentina di Salvatore Ferragamo e di Gucci, dalle magnifiche sete apprezzate da D’Annunzio fino agli accattivanti manifesti pubblicitari.
Il percorso espositivo propone una lettura ampia e non localistica del Déco fiorentino, evidenziandone la rilevanza nazionale e internazionale. Un viaggio nelle atmosfere di un’epoca che ha segnato in modo duraturo l’identità moderna della città.
Il percorso si colloca nel contesto internazionale che trova uno dei suoi momenti centrali nella Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925, evento che sancì il successo di un nuovo gusto moderno fondato sull’eleganza, sul lusso e sulla collaborazione tra arti decorative e manifatture.
Anche artisti italiani, tra cui numerosi fiorentini, presero parte alla manifestazione parigina, confermando il ruolo attivo della città nella produzione artistica del periodo.
Gli anni Venti furono per l’Italia un periodo di grande fermento culturale. Dopo la fine della Prima guerra mondiale si affermò un rinnovato interesse per le arti applicate, considerate non solo espressione di nuovi valori estetici ma anche risorsa economica e produttiva. In questo clima Firenze si propose come un importante centro creativo, grazie alla presenza di artisti e manifatture che seppero mettere a frutto le competenze tecniche confrontandosi con i linguaggi della modernità.
La mostra Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti è promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, in collaborazione con New York University Florence, Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia. mostre firenze
Visite guidate
Sono previste visite guidate alla mostra tutti i sabati e tutte le domeniche alle h15, mentre la domenica mattina è previsto il laboratorio per famiglie con bambini dai 4 ai 9 anni Creazioni d’artista, in stile déco, prenotazioni info@palazzomediciriccardi.it 055-2760552.
Grazie alla collaborazione con Art e Dossier e Giunti Odeon, inoltre, sarà possibile visitare un luogo squisitamente déco, ovvero il teatro cinema Savoia, inaugurato nel 1922 e oggi appunto noto come Giunti Odeon.
Le visite, a partecipazione gratuita, sono previste nei giorni 18 aprile, 16 maggio, 13 giugno, 11 luglio e 22 agosto alle 10, alle 11 e alle 12 (la prenotazione è attiva a partire dal lunedì precedente).
A cura di Giunti è anche il ricco catalogo della mostra, contenente una serie di contributi di esperti e specialisti del settore, strumento prezioso per ripercorrere le dinamiche e le relazioni artistiche di quegli anni, oltre ad approfondire la conoscenza dei principali protagonisti e delle opere esposte.
Paolo Antonio Martini. Disegno e dunque sogno
📍 Palazzo Medici Riccardi, Firenze
Dal 28 maggio al 13 settembre 2026

Palazzo Medici Riccardi ospita, nelle Sale Fabiani, la mostra Paolo Antonio Martini. Disegno e dunque sogno, un omaggio a una delle figure più originali e poliedriche del panorama architettonico e culturale fiorentino degli ultimi decenni.
A quattro anni dalla scomparsa di Paolo Antonio Martini (Massa, 1943 – Firenze, 2022), architetto, illustratore e instancabile disegnatore, la Città Metropolitana di Firenze rende omaggio a un protagonista capace di coniugare rigore progettuale e libertà espressiva, tecnica e immaginazione, un “archi-sta”, come lui stesso amava definirsi.
Una selezione ricca e inedita di disegni è presentata sia in forma originale sia in replica, accompagnata da ingrandimenti che permettono di cogliere i dettagli più emblematici del suo segno.
Ogni sezione è inoltre arricchita da teche con quaderni personali, aperti sulle pagine più rappresentative, offrendo al visitatore la possibilità di entrare in contatto diretto con il laboratorio mentale e grafico dell’artista.
Georg Baselitz – Avanti!
📍 Museo Novecento, Firenze | Sito web
Dal 25 marzo al 13 settembre 2026
Mostra dedicata a uno dei protagonisti assoluti dell’arte contemporanea, realizzata in collaborazione con lo studio dell’artista, con la quale il Museo Novecento di Firenze accoglie per la prima volta in Italia un progetto espositivo di ampio respiro che mette al centro una dimensione fondamentale e spesso meno esplorata della pratica di Baselitz: l’incisione.
Distribuita sui tre piani del museo, la mostra riunisce circa 170 opere, tra stampe, dipinti e sculture, restituendo la complessità e la radicalità di una ricerca che attraversa oltre sessant’anni di lavoro.
Le opere selezionate raccontano la varietà dei temi affrontati dall’artista e ribadiscono la sua idea di arte come processo, trasformazione e gesto sovversivo, lontano da ogni forma di armonia rassicurante.
Nato nel 1938 in Germania come Hans-Georg Kern e cresciuto tra le rovine della Seconda guerra mondiale, Baselitz fa della distruzione, financo della tragedia storica, culturale e sociale,una matrice fondante della propria opera.
Figura pionieristica e anticonformista del secondo dopoguerra, l’artista ha promosso un rinnovamento radicale del linguaggio artistico, mettendo in crisi l’ordine accademico e rifiutando ogni modello precostituito.
Hugo Suissas
📍 Museo degli Innocenti, Firenze | Sito
Dal 19 giugno al 13 settembre 2026

Hugo Suissas, un artista creativo portoghese che da autodidatta ha sviluppato uno stile così unico da essere diventato un vero e proprio fenomeno digitale (questo il suo profilo su Instagram) ha scelto Firenze per la sua prima mostra personale in assoluto.
La possiamo vedere, dal 19 giugno al 13 settembre 2026, al Museo degli Innocenti di Firenze, dove sono esposte oltre 50 opere dell’artista.
Negli ultimi anni Suissas si è affermato come uno dei creativi più brillanti della sua generazione, grazie in particolare alla diffusione virale dei suoi lavori sui social.
Probabilmente chi fa parte delle oltre 300mila persone che lo seguono su Instagram avrà infatti già avuto l’occasione di imbattersi online nei suoi scatti. Ora, invece, possiamo goderne dal vivo.
La tecnica utilizzata è quella della prospettiva forzata: che si tratti di oggetti quotidiani, palazzi o elementi naturali -sempre selezionati dall’artista con estrema cura-, Suissas prende ciò che vediamo e lo reinterpreta, lo trasforma, lo reinventa.
Appassionato di trucchi di magia fin da bambino, Hugo Suissas ha scoperto nella fotografia il mezzo per alimentare quel fuoco che sentiva dentro: il desiderio dell’illusione, dell’ “inganno” perfetto.
Attraverso una ricerca visiva disciplinata e quotidiana, ha dunque sviluppato la capacità di individuare connessioni e costruire illusioni con precisione certosina, progettando ogni immagine nei minimi dettagli, fino ad arrivare allo scatto perfetto.
Una passione coltivata inizialmente come hobby e che, consacrata dal successo sui social, ha assunto una dimensione professionale, definendo i termini di un talento che ha portato Suissas a collaborare con marchi globali e a vedersi pubblicato sulle più prestigiose riviste internazionali di design.
E non è difficile capire il motivo di questo successo. mostre firenze
Alla base del lavoro di Hugo Suissas c’è infatti il desiderio di regalare alle persone un sorriso, un momento di pausa in mezzo ad una giornata frenetica, di mostrare il mondo come un campo ricco di possibilità.
E infatti le sue composizioni – giocose, amene, surreali – ci invitano a guardare la realtà e ciò che ci circonda da un altro punto di vista, a rallentare lo sguardo e a sorridere per quell’attimo di meraviglia nascosta in tutte le cose, a patto di saperla (volerla?) trovare.
Informazioni per la visita
Tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 19 (ultimo ingresso un’ora prima dell’orario di chiusura).
Qui la sezione del sito dedicata al costo dei biglietti e riduzioni
Con l’acquisto del biglietto è possibile visitare per intero il Museo degli Innocenti: dalla sezione storica del piano terra, dove si racconta la secolare missione nel mondo dell’infanzia e della tutela dei diritti dell’Ospedale degli Innocenti, passando dai capolavori rinascimentali della pinacoteca, fino alla splendida terrazza con vista che ospita il Caffè del Verone, bar con tavolini all’aperto.
Paper/Cosmic Breeze
📍 MOTEL, Manifattura Tabacchi, Firenze | Sito
Dall’11 giugno al 16 settembre 2026

Istallazione dell’architetto e artista Gianni Pettena (Bolzano, 1940) realizzata originariamente nel 1971 al Minneapolis College of Art and Design con il titolo Paper/Midwestern Ocean.
L’opera viene presentata negli spazi di MOTEL dopo essere stata esposta per la prima volta in Italia durante la Milano Art Week e la Milano Design Week 2026 negli spazi di BiM, il progetto di rigenerazione urbana promosso da Manifattura Placemakers (la società di sviluppo già responsabile della gestione del progetto di riqualificazione di Manifattura Tabacchi a Firenze per conto di Aermont Capital e CDP Real Asset).
L’opera si inserisce nella ricerca di Gianni Pettena , cofondatore e ispiratore, alla fine degli anni Sessanta, del movimento dell’architettura radicale, da cui ha avuto origine una parte significativa della contemporanea sperimentazione nel campo dell’architettura, del design e dell’arte.
Pettena ha sviluppato una pratica fondata sulla sperimentazione e sulla ricerca critica e, attraverso progetti, installazioni, performance, mostre e scritti, ha perseguito un’attività volta a superare i confini disciplinari e a reinventare linguaggi progettuali.
Il suo lavoro mette in discussione i principi teorici e funzionali dell’architettura e del design, reinterpretandoli attraverso gli strumenti dell’arte e trasformandoli in esperienze temporanee e dispositivi di riflessione sulla cultura contemporanea.
L’attenzione si sposta così dall’oggetto costruito al processo, in cui natura, tempo e dimensione sociale diventano componenti attive nella definizione dello spazio e delle opere.
L’installazione è realizzata con lunghe strisce di carta appese al soffitto che riempiono completamente l’ambiente e invitano il pubblico a ritagliare il proprio percorso grazie a delle forbici: si presenta come un’architettura effimera e mutevole il cui elemento centrale è il ruolo attivo dello spettatore, che non si limita a guardare, ma ne diventa parte integrante.
L’intervento dei partecipanti contribuisce a determinare la configurazione dello spazio e il significato stesso dell’esperienza, rendendo l’opera un evento collettivo e condiviso.
Informazioni per la visita
Dal 12 giugno al 30 giugno: ingresso libero
dal mercoledì al venerdì 17.00-21.00 / Sabato 10.00-12.00
Chiusa lunedì, martedì e domenica
Dal 1° luglio al 31 luglio: visitabile su appuntamento previa prenotazione su Eventbrite (Info: https://www.manifatturatabacchi.com/eventi/giannipettena/)
Giovedì e venerdì 17.00-20.00
Agosto chiusa
Dal 3 settembre al 16 settembre
dal mercoledì al venerdì 17.00-21.00 / Sabato 10.00-12.00
Chiusa lunedì, martedì e domenica
Fino a qui. Maura Banfo
📍 Crumb Gallery, Firenze | Sito
Dall’11 giugno al 3 ottobre 2026

Il titolo della mostra restituisce con immediatezza il carattere processuale della ricerca dell’artista: un movimento che rifiuta la forma definitiva e si misura invece con il tempo, il ritorno, la trasformazione.
Fino a qui non indica una conclusione, ma una soglia temporanea, un punto di passaggio all’interno di un percorso che continua a ridefinirsi. mostre firenze
Maura Banfo raccoglie frammenti, piume, conchiglie, fiori, nidi e vecchie fotografie, elementi che vengono accolti nella sua ricerca e restituiti a una nuova possibilità di esistenza, all’interno di un processo continuo di rigenerazione che segue il ritmo naturale delle cose.
L’esposizione, un progetto pensato e ideato per Crumb Gallery, presenta lavori differenti – polaroid, fotografie, chine e una ceramica smaltata – che si dispongono nello spazio come racconti brevi, nuclei visivi autonomi capaci di evocare una presenza, un tempo, una traccia.
Molte delle polaroid sono state realizzate durante il periodo del Covid: immagini intime, sospese, in cui l’essenza dell’artista emerge in modo sottile ma costante, come misura silenziosa dell’esperienza e del tempo trascorso.
Il suo corpo fisico compare, invece, in alcuni dettagli, elementi minimi, come nella fotografia dei suoi piedi che indossano scarpette dorate, che segna idealmente l’inizio della mostra, come per dire, appunto: “Fino a qui”, ci sono.
Informazioni per la visita
Orari: giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00, o su appuntamento 347 3681894.
Ottone Rosai. Poeta innanzitutto
📍 Museo Novecento, Firenze | Sito web
Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026
La mostra prende avvio dal confronto tra i dipinti del Lascito Rosai e le opere dell’artista provenienti dalla Collezione Alberto Della Ragione, riunite per la prima volta in un percorso unitario.
Articolata in due ambienti distinti, l’esposizione consente di indagare le figure e i luoghi cari a Ottone Rosai (Firenze, 1895 – Ivrea, 1957), restituendo un’immagine complessa del pittore e del suo rapporto con la propria città e gli intellettuali del suo tempo.
Completa l’esposizione una selezione di documenti provenienti dal Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti. La mostra costituisce inoltre un importante tassello di raccordo tra le collezioni civiche fiorentine e la figura di Georg Baselitz, a breve protagonista di una grande mostra al Museo Novecento.
Baselitz è infatti un grande estimatore di Ottone Rosai, che ebbe modo di scoprire le opere dell’artista fiorentino durante il suo primo soggiorno a Firenze nel 1965.
Open
📍 Palazzo Buontalenti, Firenze
Dal 7 maggio al 12 ottobre 2026

La mostra, a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, restituisce alla città un nuovo spazio espositivo all’interno di Palazzo Buontalenti, dando vita a un percorso inedito in cui scienza e immaginazione si fondono.
Mettendo in dialogo le opere di artisti contemporanei – Riccardo Previdi, Leone Contini, Berlinde De Bruyckere, Agnieszka Polska, Eglė Budvytytė, Elena Mazzi e Pierre Chastel – con la ricerca dell’alunna EUI Johanna Gautier-Morin, l’esposizione esplora la vita economica nelle sue forme produttive, riproduttive e distruttive.
L’apertura di OPEN è resa possibile dal fondamentale intervento di restauro e valorizzazione curato dall’Agenzia del Demanio, che restituisce alla collettività questo luogo storico di pregio.
Il percorso abita l’intero complesso: dal giardino, che accoglie l’insegna luminosa di Previdi, le pratiche botaniche di Contini e l’opera sonora di Gautier-Morin e Pierre Chastel, alle sale interne, dove dialogano la fragilità dei corpi della De Bruyckere, le narrazioni speculative di Polska e Budvytytė e la piazza di co-creazione allestita da Mazzi.
In parallelo, la nuova Sala del Demanio ospita una mostra fotografica di Gina Soden, dedicata alla memoria e al fascino delle architetture in trasformazione.
L’esperienza si arricchisce ulteriormente nel cortile centrale grazie a ‘Giardini Sonori’ con le musiche di Andrea Portera, le parole di Padre Bernardo oltre a un monumentale visual mapping sulle facciate del Buontalenti a cura di Vincenzo Capalbo (realizzato con il supporto tecnico di Roopu e Glauk Sound).
Informazioni per la visita
Solo venerdì 8 e sabato 9 maggio (Grand Opening): Orario: 21:00 – 23:00 Registrazione tramite Eventbrite – LINK per registrarsi
Ingresso gratuito con prenotazione.
Aperta lunedì e sabato, dalle 15:00 alle 19:00 (chiusura estiva dal 1° luglio al 30 agosto.)
Drama:FourActs
Dal 24 giugno 2026

Dal 24 giugno riapre al pubblico (gratuitamente per i residenti nella Città metropolitana di Firenze) Forte Belvedere a Firenze. Oltre ad una programmazione musicale e di incontri e culturali (qui il programma), spazio anche all’arte contemporanea.
Ad inaugurare la stagione sarà il progetto espositivo “Drama: Four Acts” ideato e curato da Sergio Risaliti.
La mostra si sviluppa come un racconto in quattro atti: si inizierà il 24 giugno con “God Year”, la mostra personale di Paolo Canevari realizzata al primo piano della Palazzina.
Il 16 luglio sarà invece protagonista Marino Marini, uno dei grandi artisti del Novecento, di cui verranno esposte una serie di sculture in bronzo raccolte con il titolo “No Heroes”. A partire da quel giorno le opere di Marino dialogheranno con quelle di Canevari, in un allestimento di forte connotazione drammatica, mentre a settembre prenderà vita il terzo atto.
Si tratterà di un intervento site specific dell’artista norvegese Per Barclay, “Oscuro Abbagliante”. Anche in questo caso le opere di Marino saranno relazionate a quelle di Barclay.
A completare il percorso sarà inoltre un’installazione sonora di Friedrich Andreoni, collocata sul bastione affacciato su Firenze, pensata per accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo.
Firenze ’50 ’60 ’70
Immagini dell’Archivio Foto Locchi
📍 Villa Bardini, Firenze | Sito
Dal 7 maggio al 18 ottobre 2026

Sylva Koscina in giro per Firenze, al Piazzale Michelangelo. Martedì 11 dicembre 1956 Mario Semprini Foto Locchi/©Archivio Foto Locchi
Immagini, atmosfere, suggestioni, mutamenti e ricordi collettivi prendono così vita in un racconto che ripercorre tre decenni della storia di Firenze e che è anche un ritratto dell’identità fiorentina.
L’esposizione, promossa da Fondazione CR Firenze e Archivio Foto Locchi, è a cura di Giovanna Uzzani.
Gli anni Cinquanta emergono come periodo mondano e ottimista, quando Firenze diventa passerella internazionale, tra glamour e utopia lapiriana.
Gli anni Sessanta appaiono più intensi e drammatici, segnati dall’alluvione del ’66 e dalle prime contestazioni giovanili.
Infine, gli anni Settanta che narrano una città più riflessiva e concettuale, laddove la fiaba fiorentina sfuma in una nuova complessità urbana e culturale.
Leggi tutti i dettagli della mostra nell’articolo dedicato.
Informazioni per la visita
Biglietto intero € 10
Ridotto € 5
Qui tutte le info su orari e biglietti
La mostra è chiusa il lunedì; tutti gli altri giorni è visitabile dalle 10 alle 19.30. Tutti i giovedì fino al 3 settembre, mostra, giardino e cocktail bar aperti fino alle 21; dalle 19:30 ingresso al giardino gratuito con il biglietto mostra.
Visite guidate gratuite il sabato e la domenica alle ore 17 per i possessori del biglietto della mostra.
Altre visite guidate saranno poi proposte dalla Fondazione Foto Locchi per Firenze (programma e prenotazioni su fotolocchiperfirenze.org).
Inferno
Esperienza immersiva nella Divina Commedia di Dante
📍 Cattedrale dell’Immagine, Firenze | Sito
Dal 15 maggio al 15 novembre 2026

Nuova mostra immersiva alla Cattedrale dell’immagine di Firenze, questa volta dedicata alla Divina Commedia di Dante, con una esperienza immersiva ispirata alla prima cantica del capolavoro di Dante Alighieri, l’Inferno.
Inferno accompagna infatti i visitatori in un viaggio nel mondo sotterraneo immaginato da Dante, tra arte digitale, narrazione e tecnologie visive d’avanguardia, seguendo il percorso di Dante e Virgilio attraverso i cerchi dell’Inferno.
Grazie a proiezioni di grande impatto, ambientazioni spettacolari e installazioni interattive, il pubblico seguirà Dante e Virgilio attraverso i cerchi dell’Inferno in un viaggio multisensoriale ricco di emozioni.
Un’esperienza coinvolgente che trasforma gli spazi della Cattedrale dell’Immagine in un ambiente suggestivo e multisensoriale, nel cuore di Firenze.
Il percorso si arricchisce con la Selva Oscura, la Mirror Room, un’esperienza VR allestita negli spazi del Coro e la Cripta, dove sarà possibile esplorare l’evoluzione dell’Inferno di Dante nel tempo.
In occasione di questa nuova mostra, la Cattedrale dell’Immagine ha subito un profondo restyling, con la creazione di un nuovo ingresso e l’apertura al pubblico per la prima volta in assoluto degli spazi del Coro, che ospiteranno un’esclusiva esperienza VR che vedrà i propri visitatori alle prese con un viaggio attraverso il punto di vista di Dante che ha inizio nella Firenze del XIII secolo per poi snodarsi nell’Inferno.
Per la prima volta, i visitatori potranno condividere lo stesso spazio virtuale e vivere questa esperienza coi propri amici. L’esperienza VR è acquistabile esclusivamente come parte del biglietto VIP.
Informazioni per la visita
Orari:
Dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)
Sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:30
(ultimo ingresso ore 18:30)






