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Le mostre in corso da visitare a Firenze a Novembre 2026
di Redazione Cosa fare a Firenze | Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026

 

Ecco le mostre in corso da visitare a Firenze e quelle in calendario per le prossime settimane.

Le mostre sono disposte in ordine cronologico, dunque prima vengono indicate quelle di più recente chiusura.

 

 

 

Inferno

Esperienza immersiva nella Divina Commedia di Dante

📍 Cattedrale dell’Immagine, Firenze | Sito

Dal 15 maggio al 15 novembre 2026

 

Nuova mostra immersiva alla Cattedrale dell’immagine di Firenze, questa volta dedicata alla Divina Commedia di Dante, con una esperienza immersiva ispirata alla prima cantica del capolavoro di Dante Alighieri, l’Inferno.

Inferno accompagna infatti i visitatori in un viaggio nel mondo sotterraneo immaginato da Dante, tra arte digitale, narrazione e tecnologie visive d’avanguardia, seguendo il percorso di Dante e Virgilio attraverso i cerchi dell’Inferno. mostre firenze

Grazie a proiezioni di grande impatto, ambientazioni spettacolari e installazioni interattive, il pubblico seguirà Dante e Virgilio attraverso i cerchi dell’Inferno in un viaggio multisensoriale ricco di emozioni.

Un’esperienza coinvolgente che trasforma gli spazi della Cattedrale dell’Immagine in un ambiente suggestivo e multisensoriale, nel cuore di Firenze.

Il percorso si arricchisce con la Selva Oscura, la Mirror Room, un’esperienza VR allestita negli spazi del Coro e la Cripta, dove sarà possibile esplorare l’evoluzione dell’Inferno di Dante nel tempo.

In occasione di questa nuova mostra, la Cattedrale dell’Immagine ha subito un profondo restyling, con la creazione di un nuovo ingresso e l’apertura al pubblico per la prima volta in assoluto degli spazi del Coro, che ospiteranno un’esclusiva esperienza VR che vedrà i propri visitatori alle prese con un viaggio attraverso il punto di vista di Dante che ha inizio nella Firenze del XIII secolo per poi snodarsi nell’Inferno.

Per la prima volta, i visitatori potranno condividere lo stesso spazio virtuale e vivere questa esperienza coi propri amici. L’esperienza VR è acquistabile esclusivamente come parte del biglietto VIP. mostre firenze

 

Informazioni per la visita

Orari:

Dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 19:00  (ultimo ingresso ore 18:00)

Sabato e domenica dalle 10:00 alle 19:30
(ultimo ingresso ore 18:30)

 


Giuliano Scabia. Artigiano del Profondo

📍 Sala oro del Teatro della Pergola, Firenze | Sito

dall’1 ottobre al 15 novembre 2026

ph. Andrea Ruggeri/CGE Fotogiornalismo

Da un’idea di Stefano Massini, il Teatro della Toscana allestisce un’esposizione delle opere di Scabia, uno dei più originali drammaturghi, poeti e protagonisti del teatro italiano del secondo Novecento, a cinque anni dalla sua scomparsa.

In esposizione nella Sala Oro del Teatro della Pergola, molti degli oggetti scenici che hanno dato vita ai racconti di Scabia, la cui ricerca ha trasformato il teatro in un’esperienza di incontro, capace di uscire dagli edifici teatrali per abitare piazze, boschi, ospedali, scuole e paesi.

Gli oggetti scenici sono parte integrante del suo lavoro: grandi figure, animali fantastici, alberi, carri e creature simboliche che non sono semplici scenografie, ma strumenti di relazione e di racconto. Memorabile il Marco Cavallo: il celebre e monumentale cavallo azzurro costruito nel 1973 durante il Laboratorio P nell’ospedale psichiatrico di Trieste, realizzato dallo scultore Vittorio Basaglia insieme ad altri artisti e ai pazienti della struttura.

Emblema della chiusura dei manicomi promossa da Franco Basaglia, l’opera incarna una poetica che unisce immaginazione, partecipazione e riscatto sociale.

 

Informazioni per la visita

La mostra è visitabile a ingresso libero il martedì (15:30–18:30) e il sabato (10–13), nonché durante spettacoli ed eventi per i possessori di relativo titolo d’ingresso, e si inserisce all’interno di un’ampia celebrazione diffusa nella città di Firenze dedicata a Giuliano Scabia, che comprende le esposizioni già in corso Forse un drago nascerà alla BiblioteCaNova dell’Isolotto e Commedia armoniosa per un drago nascente al MAD Murate Art District.

 


Mario Maioli. Dal progetto alle forme del possibile

📍 Rifugio Digitale, Firenze | Sito

dal 21 ottobre al 21 novembre 2026

Mario Maioli, On-line-working, 1990, Acrylic paint on Paper, 76 x 56 cm, Inv. 1990.007

 

Mostra personale dell’architetto, urbanista, designer e pittore Mario Maioli che presenta una selezione di opere dell’artista che ripercorrono oltre quarant’anni di ricerca concettuale e formale.

La mostra, curata da Isabella Patti, è realizzata da Rifugio Digitale con la direzione artistica di Laura Andreini e in collaborazione con Forma Edizioni.

L’artista e designer unisce il rigore della cultura progettuale alla libertà dell’espressione artistica, due dimensioni che nel suo percorso si sono costantemente intrecciate.

Come responsabile del coordinamento del design di Fiat Auto dalla fine degli anni Settanta fino al 1992, Maioli ha contribuito a definire l’identità dell’automobile italiana moderna.

È proprio da quell’esperienza industriale che nasce nel 1985 una ricerca pittorica che oggi conta oltre 1300 opere, contraddistinte da composizioni strutturate, colori vibranti ed energia dinamica.

L’esposizione evidenzia il valore del progetto come strumento per costruire le condizioni entro cui la forma può emergere, entrare in relazione con lo spazio e reinventarsi senza mai essere determinata una volta per tutte.

 

Informazioni per la visita

La mostra è visitabile ad ingresso gratuito dal mercoledì al sabato in orario 11-19.

 

 


Miracola. Irene Dionisio

📍 MAD Murate Art District, Firenze | Sito

dal 17 settembre al 22 novembre 2026

Foto Alisa Martynova

Cosa accade quando una comunità prova a dare un significato a ciò che non può controllare? E quale ruolo assumono il mito, il sacro e la memoria di fronte alla forza della natura?

Da queste domande prende forma il nuovo progetto dell’artista e filmmaker Irene Dionisio, realizzato e prodotto da MAD.

Al centro della ricerca di Irene Dionisio si colloca il rapporto tra Sant’Agata, patrona di Catania, e l’Etna, presenza dominante del paesaggio siciliano e simbolo di una natura capace di generare e distruggere.

Il progetto costruisce una vera e propria processione immaginaria, che dalle pendici dell’Etna conduce fino al cratere sommitale.

La stratificazione emerge così come principio compositivo dell’opera: nel rapporto tra l’Etna e il culto di Sant’Agata, il film si struttura quale sedimentazione di tempi, memorie e immaginari.

In Miracola, Dionisio esplora il ruolo del sacro come dispositivo interpretativo dei fenomeni naturali estremi, riflettendo sulle modalità con cui le comunità elaborano e attribuiscono significato a ciò che eccede il controllo umano.

Materiali d’epoca e riprese originali convivono in un montaggio poetico realizzato con differenti supporti cinematografici – Super 8, Super 16, 35 mm e HD – facendo dialogare immagini provenienti da quasi un secolo di storia, dagli anni Trenta del Novecento fino ai giorni nostri.

La stratificazione diventa così il principio stesso dell’opera: tempi, memorie, iconografie e immaginari si sovrappongono dando vita a una narrazione in cui il passato continua a riaffiorare nel presente, aprendo nuove possibilità di interpretazione.

 

Informazioni per la visita

Aperta dal martedì al sabato dalle 14:30 alle 19:30. Chiusa i giorni festivi.

 


The timeless Gaze. Emily Young in dialogo con gli Antichi Maestri

📍 Frascione Gallery, Firenze | Sito

dal 24 settembre al 19 dicembre 2026

 

Emily Young è una delle più importanti scultrici britanniche della sua generazione. La sua opera supera i confini tra passato e presente, natura e cultura, essere umano e materia. Le sue sculture sono portatrici dell’incontro tra un linguaggio dalla sensibilità arcaica e una percezione, invece, profondamente contemporanea: opere che appaiono al tempo stesso antichissime e pienamente presenti.

Nata in una famiglia cosmopolita di artisti, scrittori, politici, naturalisti e avventurieri, Young è cresciuta sviluppando una profonda consapevolezza dell’arte, della storia e dei mondi al di là dei confini consueti. Sua nonna era la scultrice Kathleen Scott, che lavorò con Auguste Rodin e fu moglie dell’esploratore polare Robert Falcon Scott.

All’inizio degli anni Ottanta Young si dedicò alla scultura in pietra. Da allora lavorò principalmente con pietre trovate, erose dal tempo o recuperate da cave abbandonate.

È proprio questo particolare rapporto con la materia a conferire all’opera di Young il suo distintivo senso di atemporalità.

Una pietra può avere milioni, persino miliardi di anni; la traccia della mano dell’artista che la trasforma porta questa immensa storia geologica nel presente. Nelle teste, nei torsi e nelle forme circolari di Young convergono temporalità differenti: il tempo profondo della materia, la lunga storia e tradizione della scultura e l’istante presente dell’incontro artistico.

La mostra mette in relazione la scultura contemporanea e la pittura antica in un confronto che attraversa i secoli. Le cinque sculture di Young, appositamente realizzate per questa occasione, incontrano i dipinti degli Antichi Maestri, tra cui  l’olio su tela San Giovanni Battista di Francesco Furini (Firenze 1603-1646) e la Santa Caterina d’Alessandria di Bernardo Strozzi, detto il Cappuccino (Genova 1581 – Venezia 1644). mostre firenze

 

Informazioni per la visita

Sabato 26 e domenica 27 settembre orario 10-19.

Dal 28 settembre al 19 dicembre 2026 orario: lunedì-venerdì 9-13/15-18.

 


Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino

📍 Palazzo Medici Riccardi, Firenze | Sito

dal 10 settembre 2026 al 5 gennaio 2027

 

Monogrammista IF, da Giuseppe Arcimboldo. Collezione Baselitz – Blau

 

Mostra dedicata alla straordinaria ricchezza tecnica ed estetica della grafica manierista europea e al profondo rapporto che Georg Baselitz, fra i maggiori artisti contemporanei, ha costruito con i maestri del Cinquecento attraverso decenni di ricerca e collezionismo.

La mostra riunisce una selezione di circa 150 opere, provenienti dalla collezione privata di Georg Baselitz e dalle raccolte del Museo di Belle Arti di Budapest.

Il percorso permette al pubblico di approfondire le tecniche, i linguaggi e i temi sviluppati dai grandi artisti del Cinquecento europeo – con uno sguardo anche al tardo Quattrocento e al primo Seicento – ponendo un’attenzione speciale alle sfide e ai risultati nel mondo dell’incisione e valorizzandone i protagonisti.

Ad accompagnare la mostra saranno anche presenti alcune teche con strumenti e apparati relativi alle diverse tecniche dell’incisione, a cura della Fondazione Il Bisonte, utili a comprendere i molteplici processi e passaggi esecutivi

Promossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E, l’esposizione è a cura del figlio di Georg Baselitz Daniel Blau, di Sergio Risaliti e Valentina Zucchi.

 

Informazioni per la visita

La mostra è visitabile tutti i giorni, eccetto il mercoledì, dalle ore 9 alle 19.

Con il biglietto d’ingresso si può visitare Palazzo Medici Riccardi, la Cappella dei Magi e la Galleria degli Specchi, il Percorso Archeologico, il Museo dei Marmi e le Mostre temporanee in programma.

Sono inoltre in programma le visite guidate alla mostra, tutti i sabati e tutte le domeniche alle ore 15, e l’attività per famiglie la domenica alle 10.30, con laboratorio di incisione.

 


I leoni di Firenze

📍Sala dei Gigli – Museo di Palazzo Vecchio

dal 27 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027


Bartolomeo Bimbi, Leone in due vedute (prima metà del XVIII sec., olio su tela, Poggio a Caiano, Ville e Residenze Monumentali Fiorentine, Museo della Natura Morta) Credito fotografico: Ville e Residenze Monumentali Fiorentine, Villa Medicea di Poggio a Caiano, Museo della Natura Morta

 

Da secoli il leone custodisce simbolicamente Firenze, ne rappresenta la forza, l’indipendenza e il potere civico. La sua immagine attraversa la storia della città, dalle sculture che presidiano piazze e palazzi alle decorazioni degli edifici pubblici, fino a diventare uno degli emblemi più riconoscibili dell’identità fiorentina. A questa figura, e al suo profondo legame con la storia politica, artistica e culturale della città, è dedicata I leoni di Firenze, la mostra ospitata dal 27 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027 nella Sala dei Gigli del Museo di Palazzo Vecchio.

L’esposizione, promossa da Comune di Firenze – Musei Civici Fiorentini e organizzata da Fondazione MUS.E, è curata da Carlo Francini e Valentina Zucchi e realizzata in collaborazione con GAMB – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello.

Il progetto invita a riscoprire il leone non soltanto come soggetto artistico e decorativo, ma soprattutto come simbolo attraverso il quale Firenze ha costruito e rappresentato, nel corso dei secoli, la propria identità. Una storia che trova la sua espressione più significativa nel Marzocco, il leone simbolo della Repubblica fiorentina, incarnazione della sovranità, della libertà e della dignità cittadina.

Attraverso sculture, dipinti, manufatti e documenti, la mostra riunisce testimonianze di epoche differenti, dall’età romana all’età moderna, restituendo la ricchezza di significati che questa figura ha assunto nel tempo.

Accanto alla dimensione artistica e simbolica, l’esposizione approfondisce infatti un aspetto particolarmente suggestivo della storia cittadina: la presenza di leoni vivi a Firenze fin dal Medioevo.

Visite guidate

Per approfondire la conoscenza della mostra sono previste visite guidate specifiche tutte le domeniche alle 15, mentre ai più piccoli è dedicata la storia Marzocco. Il leone di Firenze, in programma tutte le domeniche alle 10.15 (prenotazione obbligatoria 055-0541450 info@musefirenze.it).

 


                 Broken. Il potere del frammento mostre firenze

📍 Palazzo Strozzi, Firenze | Sito

Dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027

 

Palazzo Strozzi a Firenze ospita la mostra ‘Broken. Il potere del frammento’: una celebrazione del potere evocativo e del fascino esercitato dal frammento nella storia della scultura, dall’archeologia all’arte contemporanea.

Organizzata in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington, l’esposizione propone un viaggio tra culture, epoche e storie di tutto il mondo, riunendo oltre ottanta opere che raccontano non solo il valore estetico del frammento, ma anche le vicende storiche e i significati politici e simbolici che esso può racchiudere.

Il percorso si estende dalle antiche civiltà dell’Egitto, della Mesoamerica, dell’Etruria, della Grecia e di Roma fino alle culture premoderne degli attuali Messico, Mali, Perù e Cambogia, indagando le circostanze che hanno determinato la frammentazione delle sculture.

 

Informazioni per la visita

La mostra sarà aperta tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 10.00 alle 20.00 e i giovedì fino alle 23.00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura).

È già possibile acquistare i biglietti online oppure direttamente a Palazzo Strozzi.

Leggi l’articolo dedicato.

 

Presentazione della mostra nelle Biblioteche comunali di Firenze

Palazzo Strozzi organizza un ciclo di presentazioni in sei Biblioteche comunali di Firenze, nelle quali è anche possibile consultare e prendere in prestito il catalogo della mostra e una selezione di volumi legati ai temi dell’esposizione.

Le presentazioni sono a cura di Ludovica Sebregondi, curatrice della Fondazione Palazzo Strozzi, Martino Margheri, progetti educativi e public program Fondazione Palazzo Strozzi e Azzurra Simoncini, educatrice museale.

La partecipazione alle presentazioni è gratuita con prenotazione obbligatoria contattando la biblioteca di riferimento.

In questo articolo del Comune di Firenze trovi il programma completo delle presentazioni.

 

Laboratori per famiglie

Durante la mostra è possibile partecipare ad alcune attività gratuite, incluse nel biglietto d’ingresso, che si tengono il sabato e la domenica mattina.

TUTTO D’UN PEZZO – Attività per famiglie con bambini da 3 a 6 anni c/o Maria Manetti Shrem Educational Center di Palazzo Strozzi

Ogni sabato, dalle 10.30 alle 12.00; attività gratuita con biglietto d’ingresso alla mostra, prenotazione obbligatoria. >> Scopri di più e prenota.

–

FARE E DISFARE – Attività per famiglie con bambini da 7 a 12 anni c/o Maria Manetti Shrem Educational Center di Palazzo Strozzi

Ogni domenica, dalle 10.30 alle 12.30; attività gratuita con biglietto d’ingresso alla mostra, prenotazione obbligatoria. >> Scopri di più e prenota.

 

Inoltre, Palazzo Strozzi mette a disposizione un KIT FAMIGLIE (adatto da 5 anni in su),pensato per esplorare le sale della mostra Broken. Il potere del frammento e condividere l’arte in modo divertente e creativo. >> puoi scaricarlo dal sito ufficiale di Palazzo Strozzi, clicca qui

 


San Francesco d’Assisi e Giuseppe Nicola Nasini. Un episodio di committenza medicea

📍 Palazzo Medici Riccardi, Firenze | Sito

dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027

ph.  Antonello Serino

Un pellegrinaggio ad Assisi, un dono prezioso ricevuto dai francescani e, in risposta, una straordinaria commissione artistica.

A ottocento anni dalla morte di San Francesco, Palazzo Medici Riccardi ricostruisce una significativa pagina di devozione e mecenatismo di Cosimo III de’ Medici, riportando a Firenze, a oltre tre secoli dalla loro realizzazione, quattro grandi tele di Giuseppe Nicola Nasini dedicate alla vita del Santo.

Cuore dell’esposizione sono le quattro grandi tele superstitidel ciclo commissionato nel 1695 dal granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici a Giuseppe Nicola Nasini: San Francesco riceve le stimmate, San Francesco, morente, veste il saio, San Francesco, morente, benedice Frate Elia e Visione di San Francesco cui la Vergine offre il Bambino Gesù. Una quinta opera, dedicata al Miracolo delle spine e all’origine del “Perdono d’Assisi”, è oggi perduta.

La genesi del ciclo risale al pellegrinaggio compiuto da Cosimo III ad Assisi nel 1695. Ospitato dai frati del Sacro Convento negli ambienti riservati al pontefice, il granduca ricevette alla partenza una preziosa reliquia, un frammento del cilicio di San Francesco.

Tornato a Firenze, affidò a Nasini la realizzazione di cinque tele destinate al Sacro Convento come segno di gratitudine per l’accoglienza ricevuta. I dipinti furono spediti ad Assisi già all’inizio del gennaio 1696 e collocati nell’appartamento in cui aveva soggiornato il sovrano, entro apposite cornici in stucco finanziate dallo stesso Cosimo III.

 


Danielle Mckinney. Tra noi

📍 Museo Novecento, Firenze | Sito

dal 17 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027

Courtesy of the artist, Boesky Gallery, New York and Aspen, and Galerie Max Hetzler, Berlin | Paris | London | Marfa. © Danielle Mckinney

 

Artista americana recentemente inclusa dal TIME tra le 100 figure più influenti del mondo dell’arte del 2026, Danielle Mckinney (Montgomery, Alabama, 1981) è la protagonista dell’esposizione curata da Sergio Risaliti e Stefania Rispoli al Museo Novecento, la prima a Firenze.

La mostra riunisce 20 opere, alcune delle quali inedite, in dialogo con dipinti e sculture provenienti dalla Raccolta di Alberto Della Ragione della collezione permanente del museo.


Con un lirismo intenso e sofisticato, le tele di Mckinney sembrano luoghi di raccoglimento in cui ogni minimo gesto acquista intensità. Le protagoniste dei suoi quadri sono donne ritratte in momenti di solitudine all’interno di ambienti domestici costruiti con precisione, come piccoli teatri di intimità.

Allo stesso tempo vicine e distanti, sono sospese e assorte nei loro pensieri. Osservarle significa assumere il ruolo di testimoni silenziosi, ospiti discreti di una scena già iniziata, destinata a proseguire oltre la nostra presenza.

I loro sguardi e le pose sembrano accoglierci su una soglia invisibile che può essere attraversata solo in punta di piedi: entrare nel loro spazio richiede di rallentare, osservare e lasciarsi avvolgere dall’atmosfera evocata dalla pittura, senza pretendere di conoscere il prima e il dopo della ‘sceneggiatura’, lasciando altresì aperta la struttura narrativa.

 


Victor Man

📍 Museo Novecento, Firenze | Sito

dal 26 settembre 2026 al 7 marzo 2027

Victor Man, Transfiguration (Cassa Oscura), 2025 – 2026, olio su tavola / oil on board.
Collection of Jihwan Lee © Victor Man. Courtesy David Zwirner. Photo: def image

 

Il Museo Novecento dedica tutte le sale del piano terra a Victor Man, artista nato nel 1974 che vive e lavora in Europa, tra i più grandi interpreti della pittura contemporanea.  

L’esposizione, a cura di Sergio Risaliti, presenta 25 dipinti di Victor Man, in un percorso che esplora temi ricorrenti tra cui la maternità, il ritratto e l’autoritratto, la natura morta, la figura femminile.

Ogni dipinto di Victor Man sfugge a facili definizioni e non si lascia ricondurre a un racconto univoco: la logica della narrazione cede il passo al potere evocativo delle composizioni e alla loro altissima qualità pittorica.

È un viaggio nelle pieghe dell’animo umano,

in cui si insinuano zone d’ombra e sentimenti malinconici, illuminati dal balenare di lampi di bellezza e innocenza. 

Nelle sue opere, di una complessità rigorosa, si trovano dissimulati riferimenti alla storia dell’arte, ai suoi generi e a particolari soluzioni figurative, così come a determinate tonalità di colore e contrasti cromatici, in un perfetto equilibrio tra contenuto e forma.

Apparentemente semplici e leggibili, i diversi soggetti – maternità, ritratti, nature morte, nudi femminili – sembrano chiudersi in se stessi, custodire e proteggere il proprio mistero, mantenendo una sorta di ideale distanza dall’osservatore. Come ricordava lo scrittore Stefan Zweig, il concepimento di un’opera d’arte rimane avvolto nelle tenebre, come la nascita del mondo: un fenomeno inafferrabile, quasi divino, un mistero che possiamo ricostruire solo a posteriori.

 La mostra riunisce venticinque dipinti eseguiti tra il 2008 e il 2026 e offre una visione di base del suo lavoro: da una parte la celebrazione della vita; dall’altra la consapevolezza della morte. Questa tensione è un trauma che attraversa l’esperienza umana fin dai primordi e nella pittura trova forse l’unica possibilità di essere tenuta insieme e al tempo stesso di essere trascesa. 

 


Artemisia Gentileschi a Firenze

📍 Museo degli Innocenti, Firenze | Sito

Dal 21 ottobre 2026 al 4 aprile 2027

 

Artemisia Gentileschi – Maddalena 1630-1635. Olio su tela, 108×78,5 cm. Beirut (Libano), Sursock Palace Collection

 

il Museo degli Innocenti ospita per la prima volta una straordinaria mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi.

A Firenze Artemisia trova la sua maturità artistica: è la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi, è al centro della vita culturale del tempo.

Qui Artemisia si afferma come artista, libera dalla morbosa attenzione mediatica che la costringe a lasciare Roma, e trova la sua strada, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell’arte.

Ed è proprio questo periodo, cruciale per il percorso artistico di Artemisia, che viene indagato nella mostra curata da Costantino d’Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi, che ci introducono anche nel mondo artistico del seicento fiorentino, alla scoperta di artisti meravigliosi e meno conosciuti.

Da Cristofano Allori a Francesco Furini, passando per Cesare Dandini, Giovanni Martinelli, Filippo Tarchiani, Fabrizio Vannini, Lorenzo Lippi, il Volterrano, Jacopo Vignali e molti altri.

La mostra ospita anche due capolavori di Caravaggio.

Con il patrocinio del Comune di Firenze, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia ancora una volta al fianco del Museo degli Innocenti, in collaborazione con Cristoforo.

 


“C’era una volta… Un Re!”. Carlo Lorenzini detto ‘Collodi’ tra satira, giornalismo e letteratura per l’infanzia

📍Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti”, Palazzo Corsini Suarez, Firenze

dal 15 ottobre 2026 al 15 giugno 2027

 

Non soltanto il padre di Pinocchio, ma anche un giornalista brillante, uno scrittore irriverente, un osservatore acuto della società e della politica del suo tempo.

A duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini (1826-1890), universalmente conosciuto con lo pseudonimo di Collodi, il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux in collaborazione con il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi – Fondazione Collodi e Società Dante Alighieri gli dedica la mostra “C’era una volta… Un Re! Carlo Lorenzini detto ‘Collodi’ tra satira, giornalismo e letteratura per l’infanzia”, a cura di Elisa Martini e Benedetta Gallerini.

Attraverso documenti originali, prime edizioni, giornali d’epoca, volumi rari e opere d’arte, l’esposizione ricostruisce il percorso umano e letterario di Collodi, restituendo al pubblico il ritratto di un intellettuale profondamente legato alla Firenze dell’Ottocento, ben prima che il suo burattino di legno conquistasse i lettori di tutto il mondo.

Un legame, quello tra Collodi e il Vieusseux, che comincia oltre vent’anni prima della pubblicazione di Pinocchio.

Tra i documenti più significativi in mostra figura, infatti, la firma autografa di Carlo Lorenzini sul Libro dei Soci del Gabinetto Vieusseux, datata 30 giugno 1865.

Firenze è appena diventata capitale del Regno d’Italia e la città vive una stagione di straordinario fermento politico e culturale. Lorenzini è allora un giornalista dalla penna tagliente, impegnato nella cronaca e nella satira, che frequenta il Vieusseux, luogo privilegiato di incontro, lettura e confronto con i protagonisti della vita politica e intellettuale dell’epoca.

Tra i pezzi più preziosi e curiosi della mostra c’è naturalmente la prima edizione delle Avventure di Pinocchio, pubblicata a Firenze dall’editore Paggi nel 1883.

 

Informazioni per la visita

La mostra è accessibile tramite visita guidata il giovedì pomeriggio alle 15 – Prenotazione obbligatoria – prenotazioni@vieusseux.it.

 

 


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