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FLUX – Flussi di musica creativa al PARC di Firenze

Dal 18 ottobre al 6 dicembre 2026 al PARC di Firenze si svolge la 5ª edizione della rassegna “Flux – flussi di musica creativa, dedicata alle esperienze più vitali della musica creativa contemporanea.

Sei appuntamenti, molti in prima italiana, metteranno in relazione protagonisti della scena internazionale e italiana, artisti di diverse generazioni e progetti nei quali scrittura e improvvisazione, memoria e ricerca continuano a trasformarsi reciprocamente.

 

Tutti i concerti si svolgeranno alle ore 19:00. Prevendite già attive su ticketone.it – punti vendita Boxoffice.

 

Programma completo Flux al PARC di Firenze

 

18 ottobre

L’inaugurazione è affidata a Roberto Ottaviano, sassofonista da 50 anni cardine del jazz italiano per linea stilistica e linguaggio, che incontra il chitarrista Rob Luft, giovane talento britannico.

 

25 ottobre

Il suggestivo dialogo tra jazz, canti degli uccelli e suoni del bosco sarà protagonista di “Birds” del quintetto capitanato dal trombettista e compositoreTommaso Iacoviello, con Nazareno Caputo al vibrafono, Nicolò Francesco Faraglia alla chitarra, Saverio Cacopardi alla batteria e Ferdinando Romano al contrabbasso.

Gli strumenti raccolgono le tracce del bosco e le trasformano attraverso improvvisazione, song form e paesaggi sonori, in un invito a un rapporto non decorativo con il mondo naturale: ascoltare diventa una forma di conoscenza e di partecipazione. A seguire “Dialogue”, quartetto guidato dal trombettista Jacopo Fagioli, vincitore del Top Jazz 2025 come Miglior Nuovo Talento italiano, con Davide Strangio alla chitarra, Amedeo Verniani al contrabbasso e Mattia Galeotti alla batteria.

Qui il dialogo diventa metafora della relazione tra la vita interiore dell’individuo e la società, su temi quali potere, dominio, crisi climatica, spiritualità, identità e l’eredità culturale.

 

1 novembre

E ancora: Aruán Ortiz, pianista, violista e compositore di Santiago da Cuba, residente da anni a Brooklyn, porta a Firenze “Créole Renaissance”, solo pianistico ispirato alle connessioni culturali tra Caraibi, Africa, Europa e diaspora afroamericana.

Echi caraibici e jazz contemporaneo, Ortiz è una delle figure più influenti del progressive jazz internazionale. Nella stessa serata, in programma “Bitter Crop” di Marco Colonna, Gaia Schirò e Fabrizio Spera, gospel, protesta e free jazz, che prende il nome dagli ultimi versi di Strange Fruit, la canzone resa immortale da Billie Holiday.

 

8 novembre

Centrali nel programma, tre concerti rari: torna in prima data italiana a Flux il chitarrista statunitense – tra i più apprezzati di sempre – Marc Ribot (collaboratore di Tom Waits, John Zorn, Elvis Costello e Caetano Veloso) con la bassista dalla grande forza istintiva Farida Amadou e il percussionista Ches Smith, compagno di Ribot nei Ceramic Dog.

 

15 novembre

A seguire il live di quello che è considerato ‘Il verbo di Chicago’, ovvero “Artifacts Trio”, nato nel solco dell’AACM (associazione che ha promosso la ricerca artistica e l’emancipazione politica degli afroamericani dal 1965).

Formato dalla flautista Nicole Mitchell, dalla violoncellista Tomeka Reid e dal batterista Mike Reed, è capace di unire memoria dell’avanguardia, groove e invenzione contemporanea. Nella serata anche il solo della contrabbassista Silvia Bolognesi (prima italiana).

 

22 novembre

Dopo il debutto nel 2025 al Jazz Gallery di New York, arriva nella unica data italiana del tour invernale Mary Halvorson, compositrice e chitarrista jazz d’avanguardia americana di Brooklyn, tra le più riconoscibili e innovative.

Maestra d’improvvisazione e icona della musica più libera da schemi, ai confini tra avanguardia jazz e rock, guiderà il nuovo quartetto “Canis Major”, formato dal trombettista Dave Adewumi, il bassista Henry Fraser e il percussionista Tomas Fujiwara, con composizioni originali concepite per valorizzare profondità, interplay e intensità della formazione.

 

6 dicembre

Chiusura con il chitarrista e compositore filippino-americano Karl Evangelista che incontra tre protagonisti della libera improvvisazione britannica – il pianista Alexander Hawkins,il contrabbassista John Edwardse il batterista Mark Sanders – in un nuovo quartetto che unisce free jazz esplosivo e scrittura d’avanguardia.

Evangelista e Hawkins hanno condiviso importanti esperienze con Louis Moholo; il progetto ne raccoglie la lezione senza assumere la forma dell’omaggio, trasformando energia, apertura e dimensione internazionale in una musica nuova. Nella stessa serata il solo del chitarrista Gabrio Baldacci.

 


Info: Toscana Produzione Musica: Sito web |📍Google Maps

 


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