Lunedì 18 maggio 2026, al Campus delle Scienze Sociali di Firenze (ore 16 – via delle Pandette 9, edificio D6, aula 0.18) si terrà una proiezione speciale del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni.
Il documentario sarà accompagnato da un dibattito dedicato ai temi della libertà di studio e di ricerca.
L’evento è organizzato dall’Università di Firenze nell’ambito dell’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”, promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore: 76 università, 15mila persone coinvolte per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca.
“A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni – afferma la rettrice Alessandra Petrucci – l’Ateneo fiorentino rinnova il proprio impegno nella difesa della libertà di ricerca, valore fondante dell’autonomia accademica. Questo incontro rappresenta non solo un momento di memoria, ma soprattutto un’occasione per riflettere sul ruolo dell’università come spazio di conoscenza libera, critica e indipendente. Ricordare Giulio significa riaffermare con forza il diritto di ogni ricercatore a svolgere il proprio lavoro senza paura”.
Programma
Ad aprire l’incontro, con i suoi saluti, sarà la rettrice Alessandra Petrucci.
Dopo un video introduttivo con interventi di Paola Deffendi e Claudio Regeni, verrà proiettato il documentario.
A seguire, è previsto un dibattito con i docenti dell’Ateneo Luca Bravi (Storia della pedagogia e dell’educazione) e Deborah Russo (Diritto internazionale). L’incontro sarà moderato da Chiara Brilli, direttrice di Controradio. Per partecipare è necessaria la prenotazione.
“La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia – ricorda la senatrice Cattaneo – non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso”.
“Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni – che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui.”
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